Sensibilizziamoci sulla Cenosillicafobia!
Ebbene sì: un’altra fobia di cui verrete a conoscenza leggendo qui e lì sui social…
Di cosa si tratta?
Beh, nientemeno che la fobia di ritrovarsi con un bicchiere vuoto.
Alcune versioni specificano che nel bicchiere manca la birra…
L’etimologia è un miscuglio di tre parole:
κενός (kenós), dal greco antico, che significa vuoto +
silica, che immagino derivi dal latino “Silicius” per indicare il componente del vetro comune, il biossido di silicio (suppongo che “vitrum“, che significa semplicemente vetro, non suonasse abbastanza bene) +
Φοβία (fobia) che, come ormai ben saprete, significa paura irrazionale.
Chi soffre di questo disturbo può quindi avere momenti di sconforto quando guarda il fondo del proprio bicchiere. Oppure mostrare atteggiamenti nervosi e aggressivi. Oppure, in casi estremi, addirittura veri e propri attacchi di panico…
I possibili rimedi sembrano essere due: andare da uno psicoterapeuta, oppure ordinare un rimbocco prima che sia troppo tardi.
Finché non finiscono i soldi. O finisci in ospedale. O in prigione.
A parte gli scherzi, questa fobia mi suona proprio una stronzata.
Non c’è nemmeno un singolo riferimento scientifico. Non si trova nulla su PubMed, Google Scholar o su alcun portale di articoli scientifici. Né alcun articolo “originale” che non riprenda ciò che rimbalza tra vari blog e post.
C’è solo una piccola menzione di “Wiktionary“. Una voce su Wikipedia datata 2005 e cancellata quasi immediatamente, con la motivazione piuttosto eloquente di “probable nonsense“.
Comunque… che esista o meno, bevi responsabilmente!
E se stai cercando qualche contenuto per la tua attività di catering e/o hospitality, fammi un fischio!